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Radicali liberi

I radicali liberi sono molecole particolarmente reattive che giocano numerosi ruoli fisiologici all’interno dell’organismo umano, si presentano come atomi o gruppi di atomi con un elettrone spaiato che gli consente di legarsi ad altre molecole, per questo sono considerati importanti in quanto questa loro capacità di sviluppare legami se non interrotta tempestivamente può dare luogo al danneggiamento delle strutture cellulari.

La formazione dei radicali liberi avviene in natura spontaneamente per effetto della luce o del calore, mentre a livello fisiologico sono sottoprodotti di quasi tutte le reazioni biochimiche e sopratutto di quelle aerobiche in presenza di ossigeno, come per esempio la sintesi energetica.

Radicali liberi e danno cellulare

Si sente spesso dire che i radicali liberi sono la principale causa dell’invecchiamento dei tessuti, e purtroppo è la pura verità, ma nonostante questo non bisogna dimenticare che trattasi di un meccanismo indispensabile per molteplici funzioni dell’organismo, a patto però che venga adeguatamente controllato.

Il radicale libero può legarsi ad una qualsiasi altra molecola che si trova nelle sue vicinanze per mezzo di un elettrone spaiato situato nell’orbitale più esterno, inoltre è capace di trasformare i suoi obbiettivi in repliche di se stesso dando vita ad una reazione a catena assai pericolosa; per combattere questo fenomeno disponiamo di diversi meccanismi tra i quali troviamo il glutatione.

Nella normalità delle cose ogni cellula per svolgere i suoi compiti produce un certo numero, limitato, di radicali liberi che vengono efficacemente combattuti dai diversi sistemi enzimatici, ma quando ve ne è una produzione in eccesso si verifica quella condizione nota come stress ossidativo, ed è proprio questa condizione che da luogo all’invecchiamento ed anche a malattie degenerative.

In particolare i radicali liberi possono:

1) danneggiare gli acidi nucleici come il DNA alterandone la struttura chimica delle basi azotate dando luogo a patologie come il tumore maligno;

2) ossidare le molecole proteiche modificandone la struttura laterale degli aminoacidi che le compongono e alterandone così la funzione iniziale;

3) degradare i grassi per mezzo della perossidazione lipidica una reazione radicalica in tre fasi, compromettendo così le membrane biologiche che perdono resistenza, fluidità e proprietà di fase.

Tipi di radicali liberi ROS e RNS

Esistono due tipologie di radicali liberi, quelle reattive dell’azoto note anche come RNS e quelle, le più diffuse, reattive dell’ossigeno dette ROS, vediamole:

1) RNS, derivano dall’azoto e sono l’ossido nitrico, che può essere di tipo neuronale, inducibile e endoteliale e svolge numerose funzioni tra cui sistema immunitario, vasodilatazione e funzione erettile; poi c’è il perossinitrito derivante dalla reazione di ione superossido e ossido nitrico, è capace di danneggiare proteine, grassi e DNA;

2) ROS, si tratta delle specie reattive all’ossigeno e sono il radicale ossidrico, il perossido d’idrogeno e l’anione superossido i più importanti.

Entrambe le sostanze reattive di cui sopra possono essere eliminate e controllate in due modi, o con meccanismi interni all’organismo come la glutatione perossidasi e la superossido dismutasi, oppure con composti antiossidanti esogeni, cioè immessi dall’esterno, come il selenio e l’acido lipoico o anche la semplice vitamina C.

Radicali liberi nel bodybuilding

Il corpo umano produce radicali liberi in ogni momento in quanto queste molecole sono necessarie, ma quando si praticano attività sportive intense come il sollevamento pesi, i radicali liberi prodotti possono risultare in eccesso e questo fenomeno è dovuto principalmente all’aumentato utilizzo di ossigeno che viene imposto dall’attività fisica ai fini di produrre energia, fino a quasi 100 volte in più del normale.

In questo specifico caso la produzione di radicali liberi, che è direttamente proporzionale alla durata e all’intensità dello sforzo, sarà invece più bassa maggiore è l’allenamento dell’atleta in oggetto, mentre se il candidato bodybuilder è alle prima armi probabilmente un troppo intenso allenamento darà “vita” ad una mole di radicali liberi non contrastabile adeguatamente dalle difese endogene, per questo si consiglia l’assunzione di integratori anti ossidanti.

Inoltre anche per gli atleti veterani, sopratutto quando si vuole superare una fase di stallo in termini di risultati e quindi ci si applica in continue serie portate a cedimento, la produzione di queste molecole può divenire eccessiva rispetto alla capacità endogena di smaltirle, così va da se che gli integratori possono risultare utili anche per quei soggetti maggiormente allenati.

Infine riguardo al discorso radicali liberi e bodybuilding dobbiamo ricordare che è molto interessante il rapporto, se pur indiretto, che esiste tra queste sostanze ed un’adeguata crescita muscolare; infatti al manifestarsi di una eccessiva presenza radicalica si registra solitamente anche un certo grado d’infiammazione che promuove il rilascio di cortisolo un ormone dalle forti proprietà catabolizzanti che incentiva la scomposizione degli aminoacidi per fini energetici.

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