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Dieta a zona

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Indice degli argomenti

Proprietà effetti e modalità d'uso

Caratteristiche e utilizzo

Uno dei regimi alimentari più efficaci formulati negli ultimi anni è sicuramente la dieta a zona.

Il termine “zona” fa riferimento ad una condizione del metabolismo nel quale il nostro corpo è in grado di lavorare al massimo regime di efficienza senza attacchi di fame, nel pieno delle proprie energie e capace della migliore prestazione fisica.

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Dieta a zona: alimenti come i farmaci?

Se è vero che il cibo è il farmaco più potente a disposizione è opportuno assumerlo in maniera controllata e nelle giuste proporzioni, proprio come faremmo con un medicinale.

Quelli che analizzeremo di seguito sono alcuni dei punti principali che caratterizzano la dieta a zona, uno dei regimi più seguiti ma anche più discussi degli ultimi anni.

Dieta a zona per il bilanciamento ormonale

Il fondatore di questa teoria è un biochimico americano, il dottor Barry Sears: assumendo in equilibrio i tre macro nutrienti ossia grassi, proteine, carboidrati è possibile raggiungere uno stato ottimale dal punto di vista sia fisico che mentale.

Osservando questa alimentazione la quota di grasso si riduce migliorando la composizione corporea complessiva, qualora ci fossero tessuti adiposi in eccesso.

Questi risultati sono possibili grazie ad un’alimentazione controllata capace di modulare la secrezione ormonale.

Qualunque cellula del nostro corpo produce in piccola quantità alcuni ormoni più o meno complessi e dalla breve emivita che esplicano le rispettive funzioni prima di auto degradarsi.

Tra questi ormoni troviamo anche gli eicosanoidi che lavorano come messaggeri biochimici ma possiedono anche delle qualità antagoniste: in tal senso possiamo distinguere eicosanoidi buoni e dannosi.

Tali aggettivi potrebbero trarre in inganno poichè entrambe la famiglie di ormoni risultano necessarie per la salute, a patto di mantenere un equilibrio.

Quelli cosiddetti buoni favoriscono la vasodilatazione, stimolano il sistema immunitario e contrastano gli stati infiammatori mentre quelli cosiddetti cattivi deprimono la risposta immunitaria, agevolano l’infiammazione e incentivano l’aggregazione delle piastrine.

Equilibrio e salute: come funzione la dieta a zona

Nel nostro corpo lo stato di equilibrio è sinonimo di salute e quindi la dieta zona ha l’obiettivo di raggiungere il perfetto equilibrio nella produzione degli ormoni antagonisti, considerando che, come accennato, anch’essi hanno un ruolo fondamentale nel garantire il perfetto equilibrio all’interno dell’organismo.

La dieta a zona aiuta anche a controllare l’insulina e il glucagone: l’insulina viene secreta nel pancreas da un ormone fortemente anabolico che ha il compito di consentire lo stoccaggio delle sostanze nutritive nelle cellule.

Quando ingeriamo del cibo la glicemia nel sangue si eleva stimolando l’intervento dell’insulina che veicola i nutrienti nelle cellule riportando il glucosio a livelli normali.

Quando però assumiamo calorie in eccesso e quando in particolare tali calorie provengono dai carboidrati, la glicemia subisce degli sbalzi determinando accumuli di grasso indesiderato.

Per quanto riguarda il glucagone si tratta dell’antagonista dell’insulina capace di mobilitare le riserve di energia a partire dei grassi ed è stimolato da una dieta ricca di proteine e più povera di carboidrati.

Come l’insulina però, se viene prodotto in eccesso anche quest’ormone può provocare danni.

La dieta a zona controlla il bilanciamento tra questi due ormoni osservando una perfetta ripartizione tra i vari macri nutrienti e impedendo oscillazioni eccessive della glicemia, responsabile sia della tendenza ad ingrassare, sia di numerose malattie.

Regole principali della dieta a zona

La dieta a zona è scandita da diverse regole: cerchiamo di schematizzare di seguito quelle principali.

Ogni pasto deve essere costituito da un bilancio calorico ripartito in 40% carboidrati, 30% proteine e 30% di grassi.

Tra un appuntamento a tavola e il successivo non devono passare più di cinque ore ed in tal senso risultano estremamente funzionali i classici spuntini.

Ogni giorno quindi bisognerà frazionare il complessivo apporto calorico in almeno tre pasti principali e due snack.

È importante ridurre quanto più possibile dolci, pane, riso, pasta e in generale i cereali raffinati, caratterizzati da un elevato indice glicemico e mangiare invece molta frutta e verdura fresche – ossia carboidrati che stimolano l’insulina in maniera graduale.

Gli spuntini devono essere costituiti da almeno un blocchetto di carboidrati proteine e grassi e l’ultimo spuntino deve essere quello effettuato prima di andare a dormire (a meno che la cena sia avvenuta nelle due ore precedenti).

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