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Acido lattico

Acido lattico o lattato o ancora acido 2-idrossipropanoico, è un composto chimico tossico per le cellule derivante da quel meccanismo cellulare atto alla produzione di energia meglio noto come metabolismo anaerobico lattacido che si manifesta in concomitanza con una intensa ed anaerobica attività fisica come quella del bodybuilding e che è direttamente correlato con la fatica muscolare.

Quando l’acido lattico si accumula nel sangue a seguito di attività fisica strenua il soggetto inizia ad accusare fatica, fino a che l’eccessiva presenza di questa sostanza rende impossibile un’adeguata contrazione muscolare sfociando anche nei crampi muscolari.

Acido lattico e meccanismi di difesa del corpo

L’eccessiva presenza di acido lattico viene smaltita dall’organismo in diversi modi, o dal fegato che è in grado di convertirlo in glucosio, oppure dal cuore che lo può utilizzare come fonte di energia; ciò nonostante in presenza di esercizio molto intenso questi due organi possono non essere in grado di eliminare riutilizzare tutto l’acido lattico presente, viene quindi attivata una terza forma di produzione energetica, si tratta del sistema anaerobico lattacido.

In quest’ultimo caso parliamo di un meccanismo messo in atto dalla muscolatura scheletrica come via alternativa per la produzione di Atp molecola indispensabile per i processi energetici relativi all’attività muscolare; la caratteristica particolare di questo metabolismo è che avviene in assenza di ossigeno e solo nell’ambito di attività intense anaerobiche di breve durata (fino a 45-50 secondi), la sua principale funzione è quella di idrolizzare le scorte di glicogeno presenti nel muscolo scheletrico al fine di trasformarle in glucosio, sopperendo così alla mancanza di ossigeno che solitamente viene in primo luogo utilizzato per sintetizzare energia.

Questo processo però produce ulteriori quantità di acido lattico che alla fine porterà ad una sempre maggiore richiesta di ossigeno da parte delle fibre muscolari fin tanto che le stesse saranno incapaci di contrarsi dando luogo al cedimento muscolare e ai crampi.

Acido lattico e indolenzimento ad insorgenza ritardata

Senza entrare nello specifico argomento riguardante l’indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata di cui già abbiamo ampiamente parlato nella pagina effetto DOMS sfateremo semplicemente una delle tante leggende metropolitane che vede l’acido lattico connesso con i dolori post allenamento.   Infatti spesso nelle palestre si sente dire che quando si avvertono forti indolenzimenti a seguito di un intenso allenamento questo sia causato dalla presenza di acido lattico nei muscoli, niente di più sbagliato; ad oggi non c’è un solo studio a conferma di questa teoria ed anzi ci sono molte verità scientifiche che la smentiscono completamente.

L‘acido lattico scompare quasi del tutto dall’organismo al massimo entro tre ore dalla fine dell’esercizio fisico, mentre i dolori post allenamento si manifestano a partire dalle 7-10 ore dopo; già questa argomentazione può essere considerata più che sufficiente per eliminare qualsiasi correlazione tra acido lattico e dolori muscolari post workout.

Il nesso tra acido lattico e crescita muscolare

Inutile ancora spiegare come l’obbiettivo primario di chi pratica bodybuilding sia quello di aumentare massa muscolare, infatti ciò che ci interessa è la correlazione, se pur indiretta, con allenamenti che producono grandi quantità di acido lattico e incremento della massa; vediamo come funziona.   L’acido lattico si può considerare un ottimo alleato dell’ipertrofia muscolare in quanto la sua presenza è associata all’aumento di secrezione di due importanti ormoni responsabili di una drammatica sintesi proteica, si tratta del Gh (somatropina) e del testosterone.

La produzione del primo ormone viene incentivata grazie alla capacità dell’acido lattico di aumentare l’acidità del sangue diminuendone il PH, mentre il testo viene incrementato in due modi:

1) l’acido lattico giunge in parte nei testicoli dove incrementa la produzione del testosterone;

2) nei muscoli è in grado di attivare un precursore del testosterone, l’androstenedione prodotto dalle ghiandole surrenali ad attività endocrina.   Così per concludere possiamo dire che l’acido lattico non è solo una sostanza di scarto ma può rivelarsi molto utile nell’ambito sportivo.

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